Contenuti per adulti
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Libri e libri che si susseguivano uno dietro l'altro, mentre camminavo seguendo le scaffalature che parevano essere interminabili.
Ciò che mi destabilizzava era però l'ambiente, asettico per molti dei metri percorsi immerso in una impalpabile atmosfera bianca e per vestirsi poi, improvvisamente, di elementi e colori gotici, neoclassici e persino barocchi.
I volumi che parevano di vetro bianco, intonsi e indistinguibili venivano seguiti da altri che odoravano di vita, ed i colori caldi e naturali delle copertine emanavano potenza, energia, così come quiete, sicurezza, serenità.
Non so bene come o perché mi trovassi lì, né il modo in cui avevo trovato l'ingresso; non sapevo bene, né ero conscio se si trattasse di realtà o semplicemente di un sogno. Ma quella sala fredda e vuota nel suo ordine monumentale di volumi apparentemente senza autori, seguita dalla immensità dei corridoi a volta successivi che confluivano in un'unica zona ampia, illuminata naturalmente, con tavoli, piante, divanetti era così spaventosamente affascinante, non mi invogliava a fare altro che spingermi sempre più all'interno e capire che posto fosse davvero.
Così mi misi a leggere i titoli stampati (sembrava un lavoro di una mano esperta in realtà) e offerti alla vista di chi li volesse.
Toccandoli e prendendoli tra le mani mi rendevo conto di quanti alcuni fossero straordinariamente leggeri, quasi non contenessero pagine..e così in realtà era! Infatti non contenevano parole scritte o stampate, ma parole, impalpabili ed eteree che formavano frasi, pensieri, idee. In altri invece il contenuto era importante, ma magari composto esclusivamente di fotografie e immagini di vita quotidiana vissuta. Mi sarebbe stato difficile comprendere di cosa si potesse trattare se non avessi avuto il coraggio di seguire la mia curiosità: tutto ciò che scoprivo mi riguardava. Non erano raccolte di romanzi, trattati o altro come si potrebbero trovare in qualsiasi altra biblioteca del mondo; erano i miei ricordi, le mie esperienze, tutti tratti e trascritti direttamente dalla mia vita sinora.
E quello di certo non era un posto "nel mondo".
Avevo deciso di seguire un percorso, più o meno logico data l'impossibilità di dare ordine o senso a quello che si proponeva ai miei occhi: era come rivivermi, ma dall'esterno, con un punto di vista diverso data l'esperienza e i miei anni. Ma era bellissimo. Sarebbe impossibile cercare dentro sé ogni piccolo attimo passato, mentre qui l'immersione era totale e sensoriale. Solo una cosa accompagnava ogni mio spostamento alla scoperta di ogni scaffale: un profumo, indefinibile ma dolce come vaniglia, che mi penetrava fin dentro le ossa. E che mi dava la sensazione di conoscere in qualche modo, anche se ero certo di non averlo mai percepito nella "vita reale". Già, perché ormai avevo capito dove mi trovavo, anche se restava un mistero il come ci fossi entrato. Nel cervello avvengono reazioni chimiche che portano la formazione di neuroni che si intrecciano per fissare ogni tipo di esperienza. Il cuore e lo stomaco fungono da sensori sensibili alle reazioni emotive, come fossero campanelli silenziosi per trasformare in musica ciò che sentiamo. Le emozioni invece non hanno sede. Noi proviamo tanto, tantissimo durante la nostra esperienza in vita, e tutto questo bagaglio immenso ce lo portiamo dentro e ci forma, letteralmente, fino a riempirci. Siamo come dei grossi palloncini gonfiati di emozioni: il resto è scritto sul guscio esterno di plastica, che prima o poi si fora o si sgonfia seccandosi. Ma dove risiedano tutte le meraviglie che sentiamo è un mistero. No, non c'entra l'amigdala, non c'entrano i lobi temporali, non c'è nulla di materiale in questo concetto. Io non mi trovavo in un luogo qualunque, ma dove tutto prendeva senso e mi permetteva di essere ciò che ero nel mondo, davanti a tutti e a me stesso. È la nostra essenza più pura, che può prendere vari nomi come anima o coscienza a noi familiari, ma che racchiude un concetto chiaro: non siamo ciò che vediamo o tocchiamo, ma siamo fatti di sensazioni, emozioni, pensieri. Io ero lì, dentro al più incredibile mistero della vita, che mi perdevo in quella fragranza.
Mi ero inoltrato sin dove ero già passato, e cioè in quei corridoi iniziali bianchissimi e neutri, ed anche lì tutto era profumato e dolce. Non me ne ero accorto all'inizio, forse per l'impatto e lo stupore del non sapere dove fossi. Ma adesso sembrava essere una chiave di lettura costante di tutto l'ambiente. Ero finito lì per un motivo che cominciavo a comprendere, poco alla volta, secondo dopo secondo. Non poteva essere un caso. Proprio ora che stavo cercando di capire chi fossi, cosa stavo vivendo della mia vita, cosa stavo provando.. no, non lo era un caso. C'era tutto me stesso in quei libri, tutto ciò che mi aveva permesso di essere chi sono oggi.
E quindi.. anche tutto quello che doveva ancora essere archiviato! Decine di metri di scaffali e contenitori, pagine, copertine da riempire e scrivere. Ero io. Spaventoso nella sua bellezza, questo posto ero io.
Ancora, avevo capito.. cosa mi avesse accompagnato fino ad oggi nel mio crescere, nel mio propormi, nel mio imparare, conoscere, perdermi, sbagliare, piangere, soffrire, urlare, volare? Solo una cosa, presente fin dal primo respiro in ogni creatura. L'unica vera energia che mantiene viva ogni cellula del nostro corpo, che ci porta a proteggerci e ad avvicinarci agli altri, che ci fa sognare e desiderare di crescere e donare. Quel profumo che accompagnava il mio esplorare, che aveva già impregnato le pagine più datate e che era pronto ad appoggiarsi sulle nuove era, semplicemente, amore.
Una musica, dolce e ritmata mi aveva "svegliato". Davanti ai miei occhi, oltre il parapetto, il verde delle montagne brillava sopra la valle. Tutto era immobile, anche le nuvole. Nel mio cuore, invece, tutto correva..